Psicoterapia: il primo incontro

Il primo incontro con un nuovo paziente è sempre un’esperienza intensa ed unica, come è unica la storia che quella persona porta con sé ed il modo il cui la racconta.
C’è però una costante in ogni primo colloquio, qualcosa che, sempre, mi colpisce nel profondo. Sono due aspetti strettamente collegati tra loro, come due facce della stessa medaglia: da un lato, mi arrivano forti, come un mattone nello stomaco, la sofferenza, le rinunce e la grande fatica dovute al malessere psicologico, presente, magari da anni, nella vita di chi è seduto di fronte a me in quel momento.
Dall’altra, in fondo agli occhi di chi mi parla per la prima volta, c’è sempre un baluginio, a volte appena percettibile, ma inconfondibile: è il riflesso della determinazione, della voglia di cambiare, di dire basta, di mettere un punto e girare pagina. E’ il luccichio che viene dal coraggio enorme che ci vuole per aprire il forziere del proprio dolore e per affrontarlo fino alle sue radici profonde. E’ la scintilla che scaturisce da un istinto viscerale, quello che dà la spinta propulsiva a risalire la china, ad uscire dal tunnel, a cercare la luce.
In quegli occhi, c’è una mano tesa che chiede di essere presa ed indirizzata verso una nuova via, verso il cambiamento, verso la fine della sofferenza.
Stringere quella mano ed iniziare il viaggio è una delle cose più straordinarie del mio lavoro.
Buon fine settimana a tutti voi!

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